Perchè sappiamo molto ma non tutto sui terremoti

Già Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia, Liber Ii, notava che i terremoti si ripetono nelle stesse zone (dove la terra ha tremato di nuovo tremerà). Oggi sappiamo che la ragione di questo ripetersi consiste nella presenza di particolari strutture, le faglie, localizzate solo in alcuni punti del territorio e abbiamo anche raggiunto un discreto grado di completezza nel mapparle. Ovviamente sussistono maggiori difficoltà per quelle profonde che, essendo situate al di fuori della portata degli strumenti, possono essere indagate solo in maniera indiretta. Paradossalmente la presenza di una faglia,  origine di un  terremoto, spesso si conferma solo quando ne avviene uno; in pratica il terremoto è contemporaneamente causa ed effetto del fenomeno.

La localizzazione di un terremoto diventa quindi fondamentale per definire la presenza di una faglia attiva (la sola geologia non è in genere in grado di dire se una faglia origina terremoti o no); in questo processo di conoscenza ci aiutano i numerosi strumenti sismici installati sul nostro territorio. In Italia ce ne sono più di 400 in maniera stabile, a cui va aggiunto un parco di strumenti “mobili” che vengono messi in funzione durante una crisi sismica per aumentare la qualità della localizzazione.

Tuttavia il terremoto è un evento piuttosto infrequente. Il tempo che intercorre tra un evento e l’altro varia moltissimo, e può anche essere di alcuni secoli e forse anche millenni. E’ quindi anche fondamentale ricostruire la storia sismica del passato per indagare intervalli di tempo più generosi. Ma la sismometria (cioè lo studio e la fabbricazione di strumenti sismici) è molto recente, se comparata alla storia dell’uomo e può fornire informazioni,

1564
Dipinto del 1564 raffigurante un terremoto e un maremoto avvenuti in quell’anno. Anche da queste fonti si possono trarre informazioni utili a descrivere il fenomeno.

per quanto incerte ed imprecise, solo per gli ultimi cento anni.

Bisogna dunque ricorrere a fonti indirette. Dipinti, lettere, atti notori, poesie, fotografie, descrizioni, articoli di giornale diventano importanti documenti attraverso i quali ricostruire la storia sismica. Purtroppo la disponibilità di queste informazioni è inversamente proporzionale al tempo trascorso perchè l’analfabetismo, le guerre, gli incendi di archivi ne diminuiscono la disponibilità quanto più si va indietro nei secoli. Così può accadere che manchino delle informazioni o che la posizione del terremoto sia meno accurata rispetto all’evento originale.

Ecco perchè sappiamo molto (la ricostruzione della sismicità storica dell’Italia è tra le migliori, se non la migliore, del mondo ) sui terremoti della nostra nazione ma non tutto.

storica-2000-anni
Ricostruzione della sismicità storica degli ultimi 2400 anni. Ogni triangolo è un terremoto. Si noti che le informazioni sono via via più complete per i terremoti più forti dal 1200 ad oggi. Il periodo precedente è invece contraddistinto da una marcata incompletezza dei dati. Siccome è poco probabile che nessun terremoto si sia verificato in una così ampio intervallo di tempo, è invece più facile che manchino le relative informazioni.
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