Sul filo….della notizia che non striscia

E’ notizia di ieri che alcuni sindaci delle zone interessate dal recente sisma in Appennino abbiano lamentato un certo pressapochismo da parte di alcuni organi di stampa che, indicando genericamente la provincia o addirittura solo la regione di localizzazione delle numerose scosse che ancora si susseguono, avrebbero dissuaso molti potenziali turisti dal visitare quelle terre. Secondo questa visione indicare un’area vasta porta ad escludere come possibili mete i numerosi paesi che non sono stati direttamente toccati dai danneggiamenti e che magari risentono solo marginalmente del movimento sismico che avviene a debita distanza. Sembra anche che vi sia già stata una repentina diminuzione delle presenze turistiche in Umbria; immagino che il clima, la stagione lavorativa ed un minimo di rispetto verso le vittime (ricordate, al contrario, la famosa processione di curiosi dopo il terremoto del 2009) abbiano avuto più peso che le parole di un tabloid.

In questa breve notizia trovo molti elementi di riflessione intimamente legati al problema della comunicazione. Posto che talvolta la stampa e i media sono in effetti un pò approssimativi, magari  per ragioni di spazio e lunghezza delle notizie, tuttavia non si può certo negare che le loro segnalazioni  tengano accesa l’attenzione su zone le cui emergenze verrebbero probabilmente presto dimenticate in mancanza di riflettori e cronisti. Le raccolte fondi, per esempio, crescono grazie alla reiterata richiesta di aiuto da parte di giornali e tv come altrimenti il passaparola e la buona volontà non sarebbero in grado di fare. E anche i suggerimenti di aiutare le popolazioni colpite comperando prodotti locali assumono non poca visibilità dal fatto che la cronaca insiste su quelle zone. Bisognerebbe dunque dire che il terremoto si è verificato a Empoli ma bisogna comperare prodotti del Lazio o delle Marche ?  Che è stato danneggiato solo un piccolo paese ma è utile comperare prodotti di quella regione, anche se fabbricati in comuni non colpiti ? E’ possibile che una informazione imprecisa faccia male al singolo comune ma in teoria giova all’intera regione.

Certo è che le catastrofi naturali sono una maledizione anche dal punto di vista della comunicazione. In Liguria ad esempio mi dicono spesso che parlare di terremoti “crea allarmismi” o “allontana i turisti”; che poi magari vanno a Sumatra dove il maremoto è 100 volte più importante di quello che potrebbe verificarsi sulle nostre coste.

E torniamo al solito problema culturale. Delle catastrofi è meglio non parlare, spesso neanche dopo che sono accadute. E la cosa divertente è che alla stagione turistica mancano molti mesi; i sindaci sono già in fibrillazione per le eventuali perdite in termini di immagine e turisti, e corrono ai ripari. Anche un futuro terremoto è sicuro, in terre dove è già avvenuto in passato. Ma non corre ai ripari nessuno….

Immagine tratta da http://america24.com/data/photos/horiz/big/002/485/002485452.jpg

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