Film…maleducati

Capita che il mondo del cinema si interessi ogni tanto ai rischi naturali. Abbiamo assistito nel passato alla produzione di kolossal a sfondo ambientale, talvolta veri e altre volte presunti.

In questi film il fenomeno naturale fa  solo da sfondo alla storia del protagonista e serve per giustificare effetti speciali e particolari che rendono la trama più accattivante per lo spettatore. Detto questo, si può accettare che alcune situazioni siano spinte all’eccesso, tuttavia ci si aspetta un minimo di attendibilità scientifica, che invece nei film più recenti non si riscontra.

Infatti nei primi tentativi di “film catastrofici” si notava una maggiore attenzione alla aderenza scientifica. Il film del 1974 “Terremoto” ( qui è possibile vederne il trailer https://www.youtube.com/watch?v=-obNa8DTgxg) era basato su una certa verità scientifica. Addirittura alcune scene sono state filmate nei “veri” uffici del Servizio geologico statunitense di Pasadena (California). Per uno che fa il mio mestiere, entrare in quegli uffici molti anni dopo il film (e nonostante ormai fossero stati dismessi per spostarli ad altra sede), mi ha provocato una  grandissima emozione. Penso che il copione del film sia stato avallato dalla istituzione scientifica, per arrivare ad accettare che alcune scene fossero filmate nei suoi uffici. In effetti il film è “sensato” dal punto di vista del rigore scientifico.

Purtroppo non è così per alcuni film più recenti. Senza citarli in dettaglio, recentemente ne è uscito uno in cui la faglia di San Francisco, di tipo trascorrente e situata in terra, quindi nella impossibilità di generare un maremoto, dà origine ad uno tsunami esagerato. In un altro, meno recente, il geologo guida un Hummer sopra la lava incandescente; in un altro ancora i protagonisti raggiungono il centro della terra, dove la scienza ipotizza temperature e pressioni esagerate per qualunque costruzione umana.

Se fossimo sicuri che gli spettatori sanno di assistere ad un fiction in cui molte degli scenari ipotizzati sono falsi, non ci sarebbe niente di male. In quel caso è puro spettacolo. Ma se il messaggio scientifico che passa dallo schermo allo spettatore viene anche solo parzialmente recepito, ed è in molti casi profondamente sbagliato, questo può generare false convinzioni ed una forte “diseducazione”.

Bisognerebbe dunque evitare di produrre film maleducati, o comunque non educativi. Basta poco per cercare di raggiungere una alto grado di spettacolarità ed un minimo di rigore scientifico. Le catastrofi naturali sono, volenti o nolenti, spettacolo di per sè stesse. E per aggiungere il carico da undici, come dice Camilleri, bisognerebbe al contrario sfruttare anche i film per far arrivare messaggi educativi e comportamentali. Qualche volta ci penso: quante conferenze dovremmo fare per insegnare a milioni di persone che i maremoti si verificano solo per terremoti in mare e per faglie dirette o inverse ?

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