La terra non si vaccina

Stanno destando un certo clamore le dichiarazioni fatte nella trasmissione Report a proposito delle vaccinazioni anti-cancro. Non ho seguito la trasmissione, non sono esperto in materia e non sono in grado di giudicare la attendibilità delle dichiarazioni contenute in quel servizio nè tanto meno la “buona fede” che qualcuno ha invocato per i giornalisti che avrebbero voluto solo rappresentare una maggiore complessità della situazione.

Mi voglio invece soffermare sul fatto che “si stanno vagliando provvedimenti” che vanno dalle scuse ufficiali all’oscuramento della trasmissione. In pratica se si dimostrasse che le tesi sostenute nel servizio sono sbagliate, fuorvianti, parziali o comunque non obiettive i giornalisti o i vertici della redazione verrebbero puniti in modo proporzionale alla gravità dei fatti attribuiti. Le accuse mosse alla trasmissione sono quelle di aver esposto fatti non confermati dalla scienza e aver contribuito ad allontanare la popolazione dalla pratica del vaccino, che è invece, secondo questa fonte, fondamentale nella lotta alla malattia. Ripeto per correttezza che io non sono in grado di giudicare, e che quindi non propendo per nessuna delle possibili tesi non perchè non abbia una mia idea ma perchè so che esprimerei una sentenza di cuore, non di ragione o conoscenza.

Tuttavia non posso non notare molte analogie con quello che successe prima, durante e dopo il terremoto dell’Aquila. Le numerose apparizioni televisive e sul web di presunti scienziati in grado di prevedere, a dire loro, i terremoti ebbero come risultato di allontanare molte persone dalla prevenzione, crearono una illusione assolutamente non fondata e, allora come ora, un intenso dibattito all’interno della comunità scientifica che, con grande diplomazia, diede anche spazio alle opinioni diverse da quelle assodate in speciali sessioni di convegni in cui questi “grandi innovatori della previsione” dimostrarono solo i limiti delle loro teorie. Limiti confermati dal fatto che queste scoperte non sono poi state in grado di prevedere i terremoti verificatisi solo pochi anni dopo in Emilia e Appennino Centrale.

Però allora nessuna trasmissione venne minacciata di chiusura. Neanche fu fatto qualche timido addebito, ad esempio, al giornalista Bruno Vespa che era corso ad intervistare uno di questi scienziati illuminati nella speranza di avere per primo dato credito ad un potenziale vate della scienza. Anzi, anche sulla scorta di questo entusiasmo per il raggiungimento di un nuovo traguardo scientifico furono fatte azioni incresciose verso la scienza ufficiale, colpevole di non aver potuto usare l’appeal di teorie che, per quello che promettono, al pubblico piacciono assai di più.

E’ chiaro che il potere dei tecnici nel campo delle Scienze della Terra è molto più limitato, forse perchè non ci sono grandi interessi economici in gioco (come quelli delle case farmaceutiche per esempio) e non riesce non dico ad oscurare una trasmissione ma neanche a cambiare canale. Forse però quello che sta succedendo oggi è un pò figlio degli errori del passato, compresi quelli fatti da un certo giornalismo nel 2009. Questa mattina Enrico Mentana, che intervistò il medico Di Bella inventore di una cura poi rivelatasi assolutamente inefficace, ha rilasciato un post nel quale si dice pentito per aver lasciato spazio ad una idea che potrebbe avere distolto alcuni dalle cure ufficiali. Chissà se un giorno anche altri riconosceranno un certo pressapochismo nell’aver concesso la ribalta a teorie rivelatesi poi fallaci…….

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...