Conoscere il pericolo: una questione di colori ?

Nel percorso verso la prevenzione, e soprattutto verso la preparazione, il primo passo è certamente quello di conoscere.  Che a sua volta vuol dire informarsi (se sei un cittadino) ed informare (se sei tra i decisori; in inglese li chiamano stakeholders). Un buon cittadino fa il possibile per imparare, un buon amministratore fa il possibile per educare.

In questo percorso il cittadino va aiutato semplificando i concetti, specificando in quali complicazioni incorre se non adotta certi comportamenti, facendo riferimento a concetti e situazioni che già conosce, adattando i concetti alla sfera del singolo, eliminando (a meno che non siano estremamente necessarie) tutte le specifiche tecniche e scientifiche. Sono azioni che hanno costo zero o limitato, ma naturalmente richiedono che chi le sovraintende le abbia ben chiare e  si affidi a persone esperte in comunicazione.

Viene dunque da chiedersi se pubblicare una mappa in bianco e nero sia una semplificazione o meno.  A maggiore ragione se non ha reale necessità di essere stampata, quindi la differenza di costi tra una versione “naked” ed una a colori è nulla. Vengo alla questione. La regione Liguria ha emanato (per la terza volta in pochi anni) una mappa della classificazione sismica dei comuni.  Per una breve spiegazione di cosa rappresenta e quali informazioni contiene si può fare riferimento alla seconda parte di questo articolo. Sulle carte di classificazione sismica sono riportate solo 4 zone, che sono a loro la semplificazione di una rappresentazione più complessa e completa. Diciamo dunque che la necessità di rendere semplice una mappa semplice assomiglia un pò alla supercazzola del conte Raffaello Mascetti

La mappa della Liguria è rigorosamente in toni di grigio, con diversi “pattern” per le tre zone rappresentate nella regione (in Liguria non vi sono comuni in zona 1).  A onore del vero è leggibile, soprattutto se la si consulta insieme alla lista dei comuni e delle rispettive zone. Ma a mio parere si poteva fare un piccolo sforzo per renderla ancora più leggibile e, oltretutto, accattivante.

In questo senso le domande da porsi sono  1) se una versione a colori sarebbe più leggibile rispetto all’ originale 2) se sarebbe stato così difficile prepararne una versione colorata 3) se si stia realmente facendo il possibile per semplificare i messaggi educativi nei confronti delle catastrofi naturali.

Lascio al lettore la risposta numero 1 pubblicando qui di seguito le due versioni per una opportuna valutazione. E per completezza aggiungo la mia opinione. Certamente la versione a colori attira di più l’attenzione ed invoglia maggiormente ad una analisi anche il lettore più distratto. Ci sarà una ragione se altre mappe che ho cercato per vedere cosa fanno gli altri (Toscana, Lombardia, regioni limitrofe alla Liguria) sono a colori.

classligubn.jpg

classligu

Anche la risposta numero 2 non è difficile. Se sono riuscito a colorarla in una mezz’ora di lavoro tra l’altro senza disporre dell’originale, tanti altri avrebbero potuto farlo, magari partendo dal file originale. Immagino che questa mappa (ripeto, la terza versione in pochi anni) abbia avuto un costo, e che ci abbiano lavorato anche dei cartografi. E se non è così, immagino che la regione abbia tra i suoi impiegati tecnici esperti di GIS, di computer grafica, di software per il disegno etc.

La risposta al punto 3 è addirittura banale. Ma la lascio al lettore. Fornisco, per rendere la vita più facile, alcuni elementi. Questa mappa (a differenza di quella di altre regioni) si trova solo sul documento originale in un file .rtf. Pronto a smentire se sto sbagliando, ma certamente non è così facile da trovare come quella della Lombardia o della Toscana. E’ in bianco e nero, e rimando al punto 1. E’ la terza versione; nelle due precedenti si è assistito ad un balletto di comuni che sono passati attraverso varie zonazioni. Sembra che l’aggiornamento sia stato richiesto da sindaci e tecnici, che avevano rilevato evidenti incongruenze.  Tutto si contrappone alle “certezze” delle altre regioni. Per la Toscana, la carta risale al 2014 e per la Lombardia al 2015.

Ora, mi immagino un cittadino che, preso da un improvviso desiderio di informarsi sulla sismicità della Liguria, cerchi informazioni. Vuole sapere se il suo comune e quelli limitrofi sono sismici e a che livello. Oppure, per rendere la situazione ancora più mielosa, mettiamo che uno studente debba fare una ricerca come compito a casa. Per prima cosa cercherebbe un tecnico di riferimento a cui chiedere informazioni. Così scoprirebbe che in regione Liguria ci sono molti geologi, molti ingegneri ma nessun sismologo. Allora dovrebbe affidarsi al fai da te.

Cercherebbe dunque su google, per esempio “mappa classificazione sismica Liguria”. Ecco il risultati che ottenuto io in questa ricerca:

 

mappasimicaricerca

Aprendo questi siti non appare alcuna mappa. Vi sono molte informazioni testuali ma sono ovviamente difficili da visualizzare in maniera spaziale, e creano difficoltà a chiunque voglia fare dei confronti. Tuttavia smanettando un pò si può arrivare al documento in formato rtf, e lì trovare la ambita mappa.

A quel punto però bisogna leggerla in bianco e nero. E così torniamo ai punti 1 e 2 di questo post, ma soprattutto al titolo.  Sì, è anche una questione di colori.

 

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