Perchè tante bufale ?

Bufale, ancora bufale. La campagna elettorale e soprattutto i risultati delle votazioni hanno alimentato la recrudescenza di nuove balle, soprattutto relative alle promesse elettorali o alle proposte di alleanze. Ma il desiderio di inventarsi storie inverosimili ha invaso altri campi e, da sempre, non ha risparmiato anche quello dei rischi naturali. È notizia di pochi giorni fa la diramazione di una presunta allerta rossa per la regione Liguria, situazione prevista per il fine settimana, accompagnata anche da funeste previsioni meteo per la settimana di inizio primavera, questa volta a livello nazionale. La prima bufala è stata prontamente smentita, se non altro semplicemente aprendo la finestra e guardando quello che accade fuori; non vuol dire che l’evoluzione del meteo non portera’, magari, ad una allerta ma e’ comunque vero che l’ente ufficiale non ha dichiarato nessuna emergenza rossa per ora (10 Marzo). Tra l’altro, chi ha letto la notizia sa che essa e’ stata pubblicata con informazioni generiche e con lo stile del tipo “se capita ho azzeccato”. Per la seconda può semplicemente valere la considerazione che nessun modello di evoluzione meteorologica può prevedere quello che accadrà in un periodo pari a 15 giorni; anche in questo caso vale cio’ che e’ appena stato detto sulla possibilita’ che l’eventuale cambiamento meteo si tramuti in una allerta, ma al di la’ di tutto l’anticipo con cui la notizia e’ stata pubblicata ha poche applicazioni pratiche.

Ambedue le balle sono rimbalzate per giorni su siti, talvolta anche prestigiosi e fino a quel momento considerati attendibili, e naturalmente si sono propagate con una certa velocità sul web ed in particolare sui social network.

Nell’attesa che si riesca finalmente a evitare il propagarsi di certe storie assolutamente infondate, sui meccanismi di propagazione delle quali si interrogano fior di sociologi e psicologi, può valere la pena di chiedersi perché queste vengano proposte. Sembra infatti che sull’argomento si interroghino veramente in pochi, mentre potrebbe valere la pena di capire quali motivazioni spingono ad inventare balle anche per poi essere più preparati ad affrontarle.

Infatti, mentre intuitivamente ha un certo senso che vengano propagate  bufale relative a notizie nel campo della politica, ad esempio per screditare un partito, una coalizione, un ministro e si possa sempre intuitivamente ipotizzare che il “mandante” sia un avversario o un elettore scontento,  più difficile è capire quale sia la motivazione che spinge i bufalari ad inventarsi notizie relative, per esempio, al meteo.

Si potrebbe pensare che la bufala venga creata per la fama che consegue al suo inventore. Ma l’ipotesi viene smontata immediatamente osservando che spesso queste notizie non sono firmate quindi non si riesce a risalirne alla fonte e soprattutto al fatto che, quando la bufala è smontata, l’eventuale “untore”  è passibile di commenti negativi e disistima.  Quindi spesso il mentitore seriale non ci mette la faccia, anche se nel passato abbiamo assistito a eccezioni notevoli. E’ da rilevare che in alcuni casi il coraggio ha pagato, perchè una parte dei seguaci delle false o non dimostrabili teorie, forse ingannati dal fatto che gli inventori di tali panzane vendono sogni che sono comuni a molti, ha continuato a sostenere i propri beniamini anche quando le teorie e le storie che raccontano si sono dimostrate insensate ed il freddo dell’opinione pubblica è calato sulle loro teorie.

Direi che possiamo anche eliminare l’ipotesi che le bufale vengano inventate da sicari che hanno ricevuto appositi ordini. Potrebbe infatti essere vero quando l’applicazione delle bugie amatoriali si applica al campo della politica o dell’economia (dove il consenso può fare salire la borsa, ad esempio) ma non al campo delle Scienze Naturali, dove gli interessi economici in gioco sono pari a zero o quasi.

Deve esserci dunque qualche altra ragione. Molte volte i siti che riportano le bufale vedono raddoppiare il numero di click e i like. Questa popolarità sul web si trasforma in denaro, ma anche in questo caso, a meno di casi eclatanti, i guadagni sono così contenuti da farmi pensare che non ne valga la pena. Anche perchè quando la bufala viene dichiarata tale non solo diminuisce l’interesse per quel sito, ma spesso lo stesso cade nel dimenticatoio o viene comunque flaggato come inattendibile. Gli italiani, infatti, sono prontissimi ad esaltare prima e, con la stessa facilità, a biasimare dopo.

Tempo fa alle Iene, trasmissione in onda su Italia Uno, hanno trasmesso un servizio in cui mostravano come fosse facile, per gli addetti ai lavori, inventare una notizia e farla viaggiare. Purtroppo in quella occasione non si è discusso di quali siano le motivazione che spingono una persona a creare una storia impossibile. In quel caso si trattava di un incarico su commissione, ma come abbiamo già discusso spesso non è così. Anche perchè, stante l’anonimato, non deve essere facile, per chi vuole incaricare un sicario, contattare il “tecnico della bufala” più adatto ai propri scopi.

Rimane allora una tristissima, ultima ipotesi. Ovvero che la bufala nasca per destabilizzare un sistema per il solo gusto di avere, per qualche ora, tenuto il mondo, se non altro quello di internet, in sospeso. Senza un vero motivo di odio o rancore verso questo o quello, cosa che invece renderebbe più nobile l’azione perchè, per quanto caratterizzata da dolo, sarebbe una forma di lotta.

Sapere che molte persone hanno guardato all’insù (o verso il basso nel caso di un terremoto) nell’attesa di un evento che non avverrà, creando allarmismi e patemi di cui faremmo volentieri a meno, magari solo per il capriccio di dire  ti ho fregato darà anche una certa soddisfazione a chi inventa la storia, ma rimanda tanto, forse troppo, a George Orwell. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...