Satellite caduto, emergenza finita ?

Un articolo veloce, la salsiccia mi aspetta. Questa mattina i telegiornali hanno battuto la notizia che i resti del satellite in viaggio verso un punto imprecisato della Terra, sono finalmente caduti in mare. Possiamo finalmente accendere il fuoco per il nostro barbecue senza avere il timore di vedere cadere sulla griglia, tra una salsiccia e l’altra, una biella, un pezzo di pannello solare, lo schermo di un computer o un potenziometro.

Io stesso ho scherzato un pò sulla notizia pubblicando un post con la foto che apre questo articolo. Quasi un gesto catartico dopo l’ apprensione nel temere potenzialmente compromessa la gita di Pasquetta.

Tuttavia, questa notizia merita una disquisizione più approfondita. In particolare, ci sono almeno tre aspetti, a mio parere, da sottolineare. Prima di procedere, però, devo fare una importante premessa. Le informazioni che utilizzo sono quelle che ho ricavato dai media (internet, quotidiani, tv) senza approfondire e potrebbero essere incomplete, incorrette e magari anche errate. Tuttavia sono le stesse che il grande pubblico ha potuto ricavare dalle fonti pubbliche e se vogliamo capire cosa “arriva” ai più dobbiamo fare il gioco delle parti. In questo caso è facile, perchè non sarei mai in grado di entrare nel merito rispetto al tragitto di un rottame in movimento nello spazio, ma in altri casi e per materie di mia più stretta competenza mi impongo di farlo per cercare di parlare una lingua comprensibile e senza tecnicismi. In questo senso, tenere lezioni e conferenze nelle scuole aiuta molto.

Prima considerazione. Questo evento diventerà sempre più comune in futuro. Le telecomunicazione impongo una gran “traffico orbitale” e la probabilità che qualche rottame perda la retta via cresce proporzionalmente.

Seconda considerazione. Lo abbiamo vissuto con una certa serenità ma l’evento era quanto mai inquietante. Ho letto che la rotta era “incalcolabile”, che i tecnici non erano in grado di tracciare il tragitto, che fino a poche ore prima non sapevano dove fossero i vari pezzi e dove sarebbero andati a finire.

Terza considerazione. Fonti autorevoli (testate giornalistiche importanti, n.d.r.) hanno detto che la probabilità che qualche pezzo potesse cadere sulla nostra penisola era estremamente bassa (0.01% ?) per poi ridurre l’area di impatto ad un solo fazzoletto di terra a Pantelleria. Ora la domanda sorge spontanea. Se non sei in grado di calcolare il tragitto, come fai a sapere che i pezzi non cadranno sul mio barbecue ? Se non hai fatto il calcolo, come fai a sapere che la probabilità è così bassa ? Questo è un caso di informazione incorretta e fuorviante. Se non puoi calcolare la traiettoria, la probabilità è del 100%, naturalmente su un’area molto vasta. Una comunicazione corretta doveva suonare come “probabilità del 100% su Europa, Africa etc”. Ma naturalmente una informazione di questo tipo, seppur corretta nei suoi contenuti, avrebbe creato molta confusione prima e qualche critica dopo. E’ ovvio che sulla comunicazione c’è ancora molto da lavorare.

E ora…buon barbecue a tutti!

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