Indifferenza ? Tanta anche nel mondo scientifico (e della protezione civile)

Qualche tempo fa ho scritto un articolo in cui descrivevo una guida pratica elaborata all’interno di un progetto europeo per la mitigazione del rischio sismico. La guida prevede azioni che ognuno di noi può intraprendere addirittura a costo zero, con risultati proporzionali, in termini di prevenzione, allo sforzo dedicato.  Nell’articolo sostenevo che iniziative come quella sono sconosciute ai più, e che se vi fosse più attenzione da parte dei media forse la loro disseminazione sarebbe più efficace. Naturalmente è stata lettera morta. Nessun giornalista in coda davanti al mio ufficio, nessuna televisione a picchiarsi per l’esclusiva, nessun politico ha apprezzato e visto la potenzialità della guida. Speravo, in alternativa, nel passaparola, quello che funziona così bene sui social per gattini, selfie e altre cose più o meno inutili. Pur avendo selezionato con cura i gruppi e le persone a cui far avere il link scegliendole tra quelli che dedicano, per lavoro o volontariato, parte del proprio tempo ad aiutare gli altri, facendo affidamento in una maggiore sensibilità, anche da lì zero. Mi sono sentito come Filini e Fantozzi durante la battuta di caccia. Ma da una nazione in cui il video di un signor nessuno che parla di Ronaldo raggiunge mezzo milione di visualizzazioni e migliaia di condivisioni, non mi aspetto niente di buono.

Tuttavia qualcuno ha commentato quell’articolo facendomi notare che, mentre si può a malincuore accettare che l’uomo della strada non legga l’articolo, non lo condivida, non si informi nè tanto meno chieda dove trovare la guida, non si capisce (e non si può accettare) che la comunità scientifica faccia altrettanto. In effetti mi aspettavo, per esempio, che almeno le associazioni di volontari e qualche collega condividessero l’articolo. Si tratta di un prodotto asseverato dallo studio di molti sismologi e ingegneri, validato dalla comunità europea e nato per offrire un servizio.

In pratica, quei commenti hanno messo in evidenza un nervo scoperto. E’ inutile fare finta che il mondo scientifico sia diverso da altri a cui siamo più abituati. Anche lì ci sono invidie, sentimenti umani, talvolta anche meschini, a cui si sovrappone quell’istinto mal sopito per cui se condivido una tua iniziativa o un tuo prodotto, il mio lavoro sarà sminuito o sottovalutato.

Niente di strano se non fosse che attività come quelle della guida non sono certo fatte per “guadagnare” prestigio o visibilità come invece accade, che so, ad un convegno. In ballo ci sono la pelle e le proprietà di tanti cittadini che, forse anche a causa della scarsa reazione proprio di altri scienziati, credono poco in queste iniziative.

Per chiudere, dunque, auspico una maggiore collaborazione tra gli “addetti ai lavori” ed aggiungo al titolo dell’articolo in cui descrivo la guida “E pensare che basterebbe solo un passaggio televisivo o un articolo sul giornale…..e la condivisione di qualche collega o associazione di volontariato”

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